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Impianti a circolazione naturale Per impianti di dimensioni contenute ed in localita’ dal clima particolarmente rigido, la soluzione della circolazione naturale risulta interessante per semplicita’, compattezza e costi contenuti. Il serbatoio di accumulo, posto generalmente sul tetto, e’ sottoposto alle intemperie ed alle variazioni stagionali. Pur essendo protetto da idonea coibentazione non può evitare di essere sede di perdite energetiche se esposto a temperature molto basse. La presenza del serbatoio di accumulo al di sopra del collettore conferisce al dispositivo un peso notevole che in caso di superfici captanti di notevoli dimensioni, potrebbe diventare problematico per la tenuta strutturale del solaio o del tetto, sede dell’installazione (di norma occorrono dai 50 ai 100 litri di acqua per metro quadro di superficie captante). Inoltre il serbatoio posto sul tetto può determinare un impatto estetico non sempre accettabile. In questo senso si stanno realizzando dispositivi meno impattanti che montano il serbatoio di accumulo posteriormente rispetto al collettore. I problemi legati all’impatto estetico, in questo caso, ed alle perdite verso l’esterno sono brillantemente risolti senza rinunciare alla semplicità della circolazione naturale. In ogni caso occorrerà comunque prestare molta attenzione alla coibentazione dei tubi esterni. Vantaggi:
Svantaggi:
Condizioni ottimali:
Impianti a circolazione forzata Questo sistema permette una notevole liberta’ di progettazione e flessibilita’, per contro risulta piu’ complesso, costoso e bisognoso di un accurato dimensionamento di ogni sua parte oltre che di una manutenzione piu’ frequente. Essendo il serbatoio completamente svincolato dai collettori ha un’ottima integrazione architettonica ed una maggiore adattabilità a qualsiasi condizione climatica. Vantaggi:
Svantaggi:
Condizioni ottimali:
Impianti per la produzione di ACS E’ la tipologia di impianto più diffusa in Europa. Un impianto per la produzione di ACS a circolazione naturale per una unita’ abitativa ha in media una superficie pari a 2-5 mq di collettori ed un serbatoio di 100-300 litri. Un impianto a circolazione forzata per una unita’ abitativa ha in media una superficie di 3-6 mq di collettori ed un serbatoio di 150-400 litri. Impianti combinati – produzione ACS + riscaldamento ambienti La superficie dei collettori degli impianti combinati varia dai 7 ai 20 mq ed i serbatoi dai 300 ai 2000 litri. Questi sistemi sono di solito piu’ complessi di quelli che forniscono solo acqua calda. Per questo motivo il progetto dell’impianto (redatto da un termotecnico) deve essere adatto ai requisiti specifici dell’edificio. L’impianto di riscaldamento che meglio si adatta ad un sistema solare termico è quello a bassa temperatura, tipo pannelli radianti a pavimento, a parete ed a soffitto. Tale sistema richiede, acqua a bassa temperatura (28-38°C) cosa che permette di sfruttare al meglio i pannelli solari, che, a basse temperature funzionano con efficienza molto elevata e di utilizzare generatori di calore a basso consumo, quali pompe di calore o caldaie a condensazione. Sono piu’ complessi degli impianti domestici utilizzati per scaldare l’acqua, avendo collegamenti ed interazioni con sistemi esterni all’impianto solare. Prima di installare un impianto combinato è necessario porre la massima attenzione alla tipologia di riscaldamento, alla disponibilita’ della radiazione solare, ai fabbisogni di riscaldamento, alle possibilita’ di immagazzinamento del calore, nonche’ al livello di isolamento termico dell’edificio.
Ultimo aggiornamento ( Sabato 5 Dicembre 2009 )
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Esempio di Relazione Tecnica Impianto Solare Termico
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Istruzione dell'ENEA per la detrazione del 55% sui pannelli Solari
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