| Sicurezza Alimentare | |
| Sicurezza del Lavoro | |
| Qualità - ISO 9001:2000 | |
| Qualità - Altre Certificazioni | |
| Tutela Ambientale | |
| Gestione Pratiche Autorizzative | |
| Analisi Strumentali | |
Le tecnologie Impianti a circolazione naturale Nei sistemi a circolazione naturale il fluido termovettore circola e si movimenta autonomamente senza l’ausilio di organi meccanici grazie all’innescarsi di moti convettivi spontanei. La circolazione naturale sfruttta la spontanea tendenza dei fluidi ad innescare moti convettivi quando esiste un aumento della temperatura. I sistemi che sfruttano questa tecnologia sono caratterizzati dalla presenza del serbatoio di accumulo in posizione sopraelevata rispetto al collettore, il fluido presente nel collettore riscaldandosi a contatto con le piastre che assorbono la radiazione solare diviene sempre meno denso e tende spontaneamente a salire verso l’accumulo facendo posto al fluido più freddo. Un dispositivo del genere si autoregola ottimizzando naturalmente la circolazione del fluido. I sistemi a circolazione naurale sono molto semplici e constano solamente di collettori solari, di un serbatoio che funge anche da scambiatore di calore, della raccorderia idraulica e di una struttura di fissaggio. Impianti a circolazione forzata Sono sistemi in cui la regolazione del fluido è gestita da pompe, termostati e valvole. La circolazione forzata è necessaria in tutti i casi in cui non sia possibile collocare il serbatoio in posizione sopraelevata rispetto al collettore. In questa situazione il fluido caldo stazionerebbe nel collettore impedendo al fluido freddo in basso (nel serbatoio) di scaldarsi e generando (nel caso il fluido non fosse prelevato) delle rischiose sovratemperature. Con questa tecnologia è possibile collocare il serbatoio di accumulo in un locale all’interno dell’abitazione o addirittura in un locale interrato o di servizio.
Impianti per la produzione di Acqua Calda Sanitaria ACS Sono sistemi destinati alla fornitura di acqua calda sanitaria. Possono essere di piccole dimensioni, adatti a soddisfare il fabbisogno di residenze unifamiliari o di medie grandi dimensioni e fornire l’acqua a utenze collettive come condomini, alberghi, ospedali, etc. Gli impianti ACS sono progettati per soddisfare il 100% del fabbisogno di ACS nei mesi estivi ed il 40-80% del totale annuo. Nei mesi poco soleggiati è necessaria l’integrazione di una caldaia o di un integratore elettrico per portare l’acqua, parzialmente riscaldata dal sistema solare, alla temperatura desiderata. Impianti combinati, produzione di ACS + riscaldamento ambienti Un impianto di questo tipo permette di produrre acqua calda sia per uso sanitario sia per il riscaldamento degli ambienti. Generalmente è composto da un insieme di pannelli solari, una caldaia o una pompa di calore, un boiler per ACS ed un accumulatore. Il sistema viene regolato da pompe, valvole e da una centralina di distribuzione e controllo. Il Dpr 59/2009 e' uno dei tre decreti attuativi dei Dlgs 192/2005 e 311/2006, che recepiscono la direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia; manca ancora, quindi, il DPR in attuazione della lettera c) dell’articolo 4 comma 1, del Dlgs. 192/2005 che fissera' i criteri di accreditamento degli esperti e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica e il Decreto interministeriale (Sviluppo-Ambiente-Infrastrutture), in attuazione dell’articolo 6, comma 9 e dell’articolo 5, comma 1 del Dlgs. 192/2005. che definira' le procedure applicative della certificazione energetica degli edifici e conterra' le Linee guida nazionali.
Ultimo aggiornamento ( Sabato 5 Dicembre 2009 )
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Esempio di Relazione Tecnica Impianto Solare Termico
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Istruzione dell'ENEA per la detrazione del 55% sui pannelli Solari
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